Scegliamo giovani che rifiutano la guerra per diventare leader di domani

Tutte le news

Fondazione Carispezia e Rondine insieme per “Promuovere i Diritti Umani”

 

Al via il progetto dedicato alle scuole superiori spezzine in occasione del 70° anniversario dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo

 

In occasione del 70° anniversario dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, Fondazione Carispezia, in collaborazione con l’associazione Rondine Cittadella della Pace, ha avviato un progetto biennale di formazione e sensibilizzazione rivolto alle scuole superiori della provincia della Spezia al fine di promuovere l’educazione e la cultura dei diritti umani, per vivere con rispetto e da cittadini attivi e consapevoli la complessità sociale del nostro tempo. Il progetto dal titolo “Promuovere i diritti umani”,cheha preso avvio proprio in questi giorni, si propone di favorire un approfondimento sul significato dei diritti umani perché diventino pratica quotidiana nelle giovani generazioni, promuovendo il loro protagonismo all’insegna della cittadinanza globale e della responsabilità.

L’iniziativa rientra nel percorso di formazione civica che da diversi anni la Fondazione Carispezia promuove per gli studenti del territorio nell’ambito del settore Educazione e Formazione, avvalendosi anche dell’esperienza di Rondine, associazione che dal 1997 svolge un ruolo attivo nella promozione della cultura del dialogo e della pace tramite l’esperienza concreta della World House, già Studentato Internazionale, situata nel borgo medioevale di Rondine, in provincia di Arezzo, che ospita annualmente 30 studenti di culture diverse provenienti da aree di conflitto.

Il progetto si rivolge alle classi prime, seconde e terze degli Istituti Casini, Fossati, Einaudi e Mazzini coinvolgendo gli studenti spezzini in attività laboratoriali in aula che hanno lo scopo di approfondire il tema, seguiti dai formatori di Rondine e dai giovani dello Studentato Internazionale. Giovani laureati di 22-25 anni che provengono da luoghi di conflitto di tutto il mondo (Medio Oriente, Balcani, Federazione Russa, Caucaso del sud, Africa, America) che accettano la sfida di vivere per due anni con il proprio “nemico”, selezionati per formarsi come leader nella Cittadella della Pace di Rondine ad Arezzo con l’obiettivo di tornare nei rispettivi paesi e contribuire al cambiamento sociale. Saranno loro con le loro competenze ed esperienze e la loro voglia di essere protagonisti del cambiamento a condurre gli studenti spezzini in un percorso di consapevolezza e impegno civico.

Un percorso formativo che si sviluppa all’interno di un contesto partecipativo e di apprendimento interattivo, utilizzando metodologie e attività formative che comprendono non solo le nozioni base, ma anche abilità e competenze spendibili nella propria vita quotidiana e nelle relazioni sociali” afferma la referente per l’area formativa di Rondine,Laura Coser, dopo i primi incontri con gli studenti avvenuti lunedì 12 e martedì 13 marzo. I ragazzi spezzini avranno infatti modo di approcciarsi a diverse tecniche di comunicazione: dalla comunicazione frontale, per elaborare un vero e proprio discorso che li porterà a intervenire in prima persona durante eventi pubblici come protagonisti, fino a tecniche di comunicazione audiovisive al fine di produrre dei veri e propri spot video di sensibilizzazione sui diversi diritti umani su cui i ragazzi sceglieranno di lavorare.

Il primo incontro è stato molto interessante. Abbiamo presentato gli obiettivi del progetto e l’esperienza di Rondine e abbiamo trovato dei ragazzi curiosi e appassionati che hanno manifestato interesse per temi di grande attualità come la discriminazione di genere, il razzismo, i diritti delle minoranze; siamo certi che faremo un bel percorso insieme”. Afferma Lara, ragazza armena di Rondine arrivata in Italia lo scorso luglio. “Anche per noi è una bella sfida essere qui e metterci alla prova come formatori e condividere la nostra esperienza di convivenza e crescita personale a Rondine – continua Gaga, giovane georgiano – perché lavorare su temi essenziali oggi come i diritti umani è il punto di partenza necessario per lo sviluppo delle nostre società”.

Il progetto prevede anche due momenti di attività outdoor: il primo anno una visita di una giornata alla Cittadella Rondine, ad Arezzo, e il secondo la possibilità di un campus di più giorni nella primavera 2019.

Infine sarà promosso un evento pubblico a Rondine e uno alla Spezia, in concomitanza con le celebrazioni dei settant’anni della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, per condividere i risultati con la cittadinanza e coinvolgere attivamente tutto il territorio.

 

 

 

قطعات موبایل خرید دامپ خرید لوپ دیجیتال آی سی هارد بی سیم بیسیم Google