Primo appuntamento per una 'Panoramica generale dei conflitti nel mondo'



Diffondere una cultura autentica dei conflitti, quelli più noti e quelli dimenticati. Questo lo scopo di "Oltre i conflitti", il nuovo ciclo di incontri promosso dall'Associazione Rondine e con il contributo del CESVOT attraverso il bando "Percorsi di Innovazione": una serie di cinque conferenze con esperti che, tra gennaio e aprile, si confronteranno sul tema delle guerre dimenticate e delle situazioni di crisi: dai Balcani al Medio Oriente, dal Caucaso all'Africa.

Il primo appuntamento, dal titolo 'Panoramica generale dei conflitti', si è tenuto venerdì 22 gennaio presso la Biblioteca di Arezzo. Ad inaugurare l'iniziativa un ospite d'eccezione: Lucio Caracciolo, fondatore e direttore della prestigiosa rivista di geopolitica 'Limes' e della 'Eurasian Review of Geopolitics Heartland'. Già redattore a 'Repubblica' ed editorialista del gruppo L'Espresso, è oggi docente di studi strategici presso l'Università Luiss di Roma. Moderatore dell'incontro è stato Alfonso Giordano, docente di movimenti di popolazione e relazioni internazionali sempre alla Luiss, nonché grande amico dell'Associazione.

Come ha spiegato in apertura dell'incontro Luciana Maci, responsabile dell'ufficio comunicazione di Rondine, l'idea è partita dai giovani dello Studentato, che, avendo iniziato a interrogarsi sui conflitti mondiali, hanno chiesto di saperne di più. "Rondine ama fare formazione, attraverso il confronto di punti di vista diversi" ha affermato il presidente Franco Vaccari. Una visione pienamente condivisa dallo stesso Caracciolo: "Ritengo che, non solo per fini scientifici, ma anche politici, miranti alla pace, sia importante aprirsi al punto di vista dell'altro. E proprio i giovani hanno una maggiore possibilità di farlo."
E in questa prospettiva, ha aperto la sua conferenza: partendo dal terremoto di Haiti, ha affrontato poi il tema scottante della guerra al terrorismo portata avanti da gli Usa, dichiarando che "Bin Laden ha raggiunto comunque il suo scopo: creare il 'mito dei terroristi', in grado di mettere in ginocchio una superpotenza come l'America". Di seguito ha parlato del pericolo nucleare in Iran e di come sia visto da Israele e dagli Usa; del conflitto arabo-israeliano, mai risolto; del ruolo dei Paesi europei nel Mediterraneo; dei due assi paralleli che si sono creati a livello politico ed economico, da una parte Usa e Cina, dall'altro Europa e Russia. E infine, rispondendo alle numerose domande del pubblico, ha toccato brevemente vari altri argomenti: dalla guerra in Caucaso al ruolo delle organizzazioni internazionali, dalla situazione dei Balcani alle lobby etniche in America, fino al ruolo della comunicazione giornalistica sui conflitti mondiali.

Una panoramica globale ed esaustiva, quella di Caracciolo, che è servita anche ad introdurre molti dei temi che verranno trattati nei prossimi incontri. Il secondo appuntamento, che avrà come tema 'Un secolo di crisi in Medio Oriente', si terrà venerdì 12 febbraio sempre presso la Biblioteca di Arezzo: al tavolo dei conferenzieri siederanno il giornalista Rai Giuseppe Bonavolontà e l'ambasciatore Giuseppe Cassini nel ruolo di moderatore.

1 febbraio 2010
Beatrice Bertozzi