Roma, 5 luglio 2018 – “L’Italia con Rondine Cittadella della Pace intende portare alle Nazioni Unite un esempio concreto da cui ripartire sul grande tema dei diritti umani, ormai divenuti prioritari per il nostro pianeta.”

Queste le parole del Segretario Generale del ministero degli Esteri, Elisabetta Belloni che, pur non essendo riuscita a intervenire alla presentazione del Rapporto Annuo 2017 dell’associazione Rondine che si è svolto alla Camera dei Deputati di Roma, non ha mancato di inviare il suo saluto, annunciando la partecipazione di Rondine alle celebrazioni del 70° anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo, in programma il prossimo 10 dicembre a New York, presso la sede delle Nazioni Unite.

“Giunta a venti anni di attività – afferma il presidente di Rondine, Franco Vaccari – Rondine ha davanti a sé una nuova sfida e un momento significativo di riflessione e confronto per comprendere se le metodologie utilizzate possono essere uno strumento a disposizione delle Nazioni Unite nella diffusione della pace.”

Un metodo oggi apprezzato e codificato a livello accademico, come dimostra la ricerca “Studio e divulgazione del Metodo Rondine per la trasformazione creativa dei conflitti, realizzata da Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Università degli Studi di Padova, con il contributo di Fondazione Vodafone Italia.

L’interesse crescente sul Metodo Rondine da parte del mondo accademico internazionale è stato testimoniato dalla presenza di Susan Allen, direttore del Center for Peacemaking Practice della George Mason University: “Come cittadina statunitense e come professionista della risoluzione dei conflitti, voglio chiedere a Rondine di prendere in considerazione la possibilità di impegnarsi negli Stati Uniti, dove abbiamo profonde divisioni politiche, razzismo e una violenza strutturale. Il metodo di Rondine potrebbe essere utile in queste aree”.

Nell’ambito del Rapporto Annuo, sono stati presentati anche i risultati del progetto Initiative for democratic and peaceful elections in Sierra Leone: si tratta del primo, innovativo progetto ad alto impatto politico e sociale promosso da Rondine International Peace Lab – l’associazione dei quasi duecento alumni di Rondine – con l’obiettivo di favorire un processo elettorale pacifico ed informato in occasione delle presidenziali del 2018 in Sierra Leone. Il percorso ha portato ad una maggiore consapevolezza del valore dell’impegno politico da parte dei leader di comunità, a un maggior dialogo tra fazioni in conflitto e a un aumento del livello di responsabilità e di fiducia della popolazione sul processo elettorale.

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