LEADERS FOR PEACE: VERSO IL SOSTEGNO DELLA SOCIETÀ CIVILE

 

Dopo il supporto del Governo italiano e la firma del Premier Conte, l’associazione Rondine rilancia la campagna globale per la riduzione dei conflitti armati nel mondo

 

Mercoledì 10 luglio a Roma, nella Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, presso il Senato della Repubblica, la presentazione Rapporto Annuo 2018

 

A sei mesi dal lancio di Leaders for Peace alle Nazioni Unite di New York, Rondine Cittadella della Pace fa un primo bilancio della campagna globale per la riduzione dei conflitti armati nel mondo, che recentemente ha ottenuto il sostegno ufficiale del Governo italiano tramite la firma del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha sottratto una cifra simbolica dal bilancio della Difesa da destinare alla formazione di futuri leader di pace.

L’occasione sarà quella della presentazione del Rapporto Annuo 2018, che si terrà mercoledì 10 luglio, dalle 10:30, nella Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, in Piazza della Minerva, 38 – Roma,  presso il Senato della Repubblica.

Presentata anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a Papa Francesco che l’ha fortemente sostenuta, oggi la campagna Leaders for Peace si rivolge con maggiore forza ai Paesi membri e rilancia il proprio Appello alla società civile perché possa sostenere il lavoro di Rondine non solo per incidere nei contesti di guerra, ma anche nelle conflittualità insite nella società, dove la cultura del nemico prolifera provocando nuove forme di conflitto sociale.

Il Rapporto Annuo 2018 sarà anche un’occasione di confronto con istituzioni, professionisti e leader negli ambiti più diversi, per indagare le nuove frontiere applicative del Metodo Rondine per la trasformazione creativa dei conflitti, nei vari contesti di intervento, con l’obiettivo di produrre un impatto sempre maggiore nei territori a livello nazionale e internazionale.

Tra gli interventi previsti, l’indirizzo di saluto della Senatrice a vita Liliana Segre, da sempre sostenitrice di Rondine, la cui vita è modello e fin dalle origini fonte di ispirazione del lavoro dell’associazione. Sarà Tatjana Rojc, Senatrice della Repubblica a portare i saluti istituzionali insieme al Presidente di Rondine Cittadella della Pace, Franco Vaccari. Presente anche Elisabetta Belloni, Segretario Generale del Ministero degli A­ffari Esteri da cui è arrivato l’invito a Rondine a intervenire alle Nazioni Unite lo scorso dicembre sostenendo la campagna Leaders for Peace, mentre Maria Karapetyan, Membro del Parlamento Armeno ed ex studentessa di Rondine porterà la testimonianza di una leader di pace. Con Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo indagheremo le possibilità di intervento del Metodo Rondine nelle reti territoriali italiane e con Stefania Mancini, Vice Presidente della Fondation Assistance Internationale – FAI e Chip Hauss, Government Liaison per Alliance for Peacebuilding, le potenzialità dell’impatto a livello internazionale e nel networking del peacebuilding. Atteso inoltre l’intervento di Paolo Verri, Direttore Generale della Fondazione Matera-Basilicata 2019 che porterà l’esperienza di Matera come Capitale della Cultura Europea 2019 e l’impegno che l’accomuna a Rondine nella costruzione di uno sviluppo globale che si fonda sulla relazione e sull’umano. Modera, Roberto Zichittella, giornalista di Radio Rai.

 

Per informazioni:

Ufficio stampa Rondine

Elena Girolimoni  – ufficiostampa@rondine.org393-9704072

 

Rondine Cittadella della Pace, candidata al Premio Nobel per la Pace nel 2015, è un’eccellenza italiana nel cuore della Toscana dove giovani “nemici” provenienti da luoghi di guerra imparano a convivere e sviluppare nuovi modelli relazionali di governance e di leadership, per intervenire nei vari contesti di provenienza di conflitto o post conflitto, come agenti di cambiamento attraverso azioni e progettualità concrete. Un metodo, sperimentato per vent’anni nella Cittadella della Pace di Arezzo, dove ha sede l’associazione e dove si sono formati circa 200 giovani provenienti da luoghi di conflitto in tutto il mondo (dal Medio Oriente al Caucaso, dall’Africa sub-sahariana al subcontinente Indiano, fino ai Balcani e all’America latina).

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