Al più grande Festival sull’Innovazione Digitale e Sociale parterre di ospiti prestigiosi che hanno affrontato diverse tematiche: diritti umani, risoluzione del conflitto, ricerca di verità e giustizia, uguaglianza e rispetto dei valori, il tutto moderato da Cosmano Lombardo e Giorgia Rossi in diretta streaming dal Mainstage del WMF.

 

Bologna, 25/11/2020. Giustizia, uguaglianza, inclusione sociale, risoluzione del conflitto: al WMF – il più grande Festival sull’Innovazione Digitale e Sociale – è andato in scena un panel ricco di contenuti che ha visto sul Mainstage, in live streaming dal 19 al 21 novembre, la presenza dei coniugi Regeni, del loro avvocato Alessandra Ballerini, di Franco Vaccari, presidente di Rondine – Cittadella della Pace e di Siyabulela Mandela, attivista per i diritti umani e nipote di Nelson.

 

Il WMF pone da sempre l’attenzione su temi legati all’innovazione sociale e riteniamo sia fondamentale il supporto del digitale non solo per affrontare direttamente alcuni problemi insiti della nostra società ma anche e soprattutto per utilizzare il mezzo tecnologico come strumento di sensibilizzazione delle persone. In questo modo è possibile creare community che si attivano per il rispetto dei diritti e la denuncia delle ingiustizie” ha spiegato Cosmano Lombardo – CEO di Search On e Ideatore del WMF. “Gli ospiti intervenuti ci hanno ricordato che non bisogna mai abbassare la guardia su valori fondamentali per la società e per il bene comune, per questo li ringraziamo per essere intervenuti al WMF”.

Abbiamo attraversato momenti bui, di silenzio, di fango, ma il nostro messaggio di verità e giustizia ci ha portato a raggiungere un risultato che non avremmo mai pensato possibile qualche tempo fa” hanno spiegato Claudio Regeni e Paola Deffendi, i genitori di Giulio Regeni rapito, torturato e ucciso in Egitto a gennaio 2016. Proprio lo scorso venerdì il premier Conte ha telefonato ad Al-Sisi per chiedere collaborazione in quanto la Procura di Roma ha iscritto 5 agenti della National Security Agency nel registro degli indagati e notificherà a breve gli avvisi di garanzia.

Per loro verrà chiesto il processo con l’accusa di omicidio. “Il web e i social network sono stati importantissimi, hanno veicolato i messaggi di verità e giustizia non solo per Giulio ma per tutti coloro che hanno bisogno di solidarietà. Crediamo che i giovani di oggi siano sensibili a queste tematiche e possono fare qualcosa di concreto nel mondo, per migliorarlo e renderlo più solidale ed equo”.

Franco Vaccari, presidente di Rondine – Cittadella della Pace, ha dialogato con Cosmano Lombardo a proposito di risoluzione del conflitto, inclusione sociale e rispetto dei valori, di cui Rondine è testimone. È proprio qui infatti che Liliana Segre ha scelto di dare il suo addio alla vita pubblica, lasciando ai giovani di Rondine il suo messaggio di pace. “A Rondine abbiamo sviluppato un percorso in grado di cambiare la mentalità su parole come nemico, odio, vendetta. Tendere la mano all’altro che si credeva fosse un nemico è una scoperta. Noi siamo i custodi del messaggio lasciato da Liliana Segre e, insieme al WMF, siamo alleati per far fiorire questo messaggio”.

Ad intervenire nel dibattito anche Vesna, studentessa senior di Rondine che ha parlato della sua personale esperienza di crescita a Rondine.

 

In collegamento da Johannesburg anche Siyabulela Mandela, attivista per i diritti umani e nipote di Nelson Mandela, con il quale si sono approfonditi alcuni temi di attualità come il fenomeno Black Lives Matter: “La storia dell’umanità,  il sorgere e la caduta delle civiltà è una storia di violenze e conflitti. Negli Stati Uniti assistiamo ad una situazione non nuova” ha spiegato l’esponente di Journalist for Human Right. “Il messaggio di Martin Luther King, Malcom X e altri personaggi che hanno lottato per l’uguaglianza e per il trattamento equo di tutte le persone, ora è il messaggio di Black Lives Matter“.

Mandela ha poi parlato del ruolo e delle responsabilità che ognuno di noi ha per risolvere questa questione resa più che mai delicata da recenti episodi in tutto il mondo: “In Occidente i media tendono ad evitare di esporsi su questioni legate al razzismo. Tutti i membri della società, media compresi, devono svolgere un ruolo attivo per contrastare qualunque ingiustizia in qualunque ambiente. Dobbiamo dire basta, dobbiamo agire per bloccare questa profonda ingiustizia sociale, questa enorme violazione dei diritti umani, non solo negli Stati Uniti”.

 

La trasmissione televisiva del WMF dedicata al panel diritti umani e inclusione sociale è andata in onda lo scorso 20 novembre durante la seconda giornata del WMF ed è disponibile a questo link e sui canali digitali del Festival.

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