Oggi l’inaugurazione dopo il restauro reso possibile dal sostegno di
Fondazione CR Firenze

(Arezzo 16 aprile 2026). Nel cuore della Toscana, alle porte di Arezzo dove il borgo medievale di Rondine si affaccia sulle sponde dell’Arno, c’è una ferita della storia che si trasforma ogni giorno in un ponte. Questa mattina, giovedì 16 aprile, quel ponte è diventato ancora più solido: con il taglio del nastro della rinnovata “Villa di Rondine”, la Cittadella della Pace aggiunge un tassello fondamentale al suo mosaico di convivenza e formazione che intreccia storie di nemici che qui imparano a superare l’odio e diventare ambasciatori di pace nel mondo.

L’edificio è stato restituito alla comunità dopo un meticoloso lavoro di restauro conservativo iniziato nel 2024 e reso possibile dal sostegno di Fondazione CR Firenze.  Un progetto che unisce tutela del patrimonio storico, sostenibilità ambientale e innovazione sociale a servizio della formazione dei giovani e della comunità. Non solo una struttura architettonica di pregio ma la dimostrazione che il passato, se custodito con cura e visione, può diventare il terreno fertile su cui costruire il futuro. 

Presenti all’inaugurazione Maria Olivia Scaramuzzi, vicepresidente di Fondazione CR Firenze, Franco Vaccari, presidente e fondatore di Rondine Cittadella della Pace, la Vicepresidente Paola Butali, l’architetto Gino Lelli che ha seguito i lavori e tutta la comunità di Rondine. Ad aprire la cerimonia è stato, come da tradizione, un giovane della World House di Rondine, Albanoi, kosovaro, che ha portato il saluto a nome di tutti gli studenti e condiviso una riflessione sul valore dei luoghi e della cura. Accogliere uno spazio segnato dal tempo, con la sua storia e le sue fragilità, significa prendersene responsabilità e trasformarlo, attraverso la cura e la condivisione, proprio come accade nelle relazioni tra le persone. Proteggere la memoria, restituirle dignità e accompagnarla a tornare a vivere, affinché questo luogo possa nuovamente essere al servizio degli altri. Un racconto che ha offerto anche uno sguardo concreto su come gli studenti vivranno quotidianamente questi spazi, rendendo la Villa una vera e propria finestra sulle loro esperienze di vita e di incontro.

“La restituzione alla comunità della Villa di Rondine rappresenta un intervento di grande valore, perché unisce la tutela di un bene storico alla sua piena riattivazione come spazio vivo, aperto ai giovani, alla formazione e soprattutto al dialogo internazionale – afferma Maria Oliva Scaramuzzi, Vice Presidente di Fondazione CR Firenze –. Per Fondazione CR Firenze sostenere questo progetto significa riconoscere e investire in un’esperienza concreta capace di generare incontro, crescita e responsabilità. In un tempo segnato da divisioni e conflitti, Rondine continua a indicarci una strada possibile: trasformare luoghi, relazioni e fragilità in occasioni di convivenza e di futuro”.


“Oggi realizziamo un tassello fondamentale di un sogno iniziato ventinove anni fa, quando abbiamo cominciato a ricostruire questo borgo, mattone dopo mattone – dichiara Franco Vaccari, presidente e fondatore di Rondine Cittadella della Pace –. Siamo felici di restituire un nuovo spazio a Rondine e ai suoi ‘primi cittadini’, i giovani, ma anche a tutta la comunità nelle sue diverse anime, perché qui possano continuare a conoscersi e ad abitare il conflitto e le differenze. Tutto questo è stato possibile grazie al sostegno della Fondazione CR Firenze, che sostiene Rondine da sempre e che oggi è di nuovo al nostro fianco per questo importante traguardo: veri partner e compagni di viaggio che hanno creduto nel valore del progetto fin dalle origini. Insieme, continuiamo a costruire nuovi sogni che facciano risplendere il messaggio di Rondine nel mondo.” 

Il progetto. Un luogo che si rigenera per diventare laboratorio di convivenza globale

Il progetto ha saputo coniugare l’antica semplicità del borgo con le più moderne tecniche di bioedilizia e uno sguardo attentamente teso alla sostenibilità. Ma la vera innovazione risiede in ciò che accadrà dentro queste mura.

La Villa è stata ripensata per essere una “casa del mondo”: l’ampliamento della foresteria permetterà di ospitare dodici nuovi giovani, alimentando il potenziale di accoglienza e formazione della Cittadella a partire proprio dalla World House che è il cuore pulsante di Rondine. Al piano terra, la polvere della storia lascerà spazio alla creatività di un Atelier Internazionale: una bottega artigiana comprensiva di laboratori artistici e di antichi mestieri dove il dialogo non passerà solo dalle parole, ma dal fare comune. Inoltre l’intervento ha permesso di rendere accessibili nuovi spazi per la didattica e l’aggregazione giovanile attraverso la manutenzione straordinaria degli ambienti destinati alle attività didattiche

Oltre i confini: un ponte tra mondo e il territorio

La rinascita della Villa non guarda solo all’interno della Cittadella. Il recupero della villa consentirà infatti alla cittadinanza di riscoprire la bellezza del borgo medievale di Rondine Cittadella della Pace, situato nella Riserva Naturale di Ponte Buriano e Penna e parte integrante del Cammino della Setteponti. Un percorso ricco di storia e cultura, alla scoperta dell’antica strada toscana tra Firenze e Arezzo (Cassia Vetus Romana) e dei luoghi che hanno ispirato Masaccio e Leonardo Da Vinci (tra cui il famoso Ponte Buriano o le famose “balze” del Valdarno), che vuole essere reso accessibile per tutti i turisti, pellegrini, viandanti, camminatori e ciclo-turisti.

Le radici del futuro

Mentre i giovani di Rondine accoglievano i primi ospiti tra le sale fresche di intonaco, è apparso chiaro che la Villa di Rondine non sia un traguardo, ma un punto di partenza. In un’epoca di frammentazione, questo spazio si erge come un invito silenzioso ma potente: la pace non è un’utopia astratta, ma un luogo fisico, accogliente e sostenibile, dove è ancora possibile imparare a guardarsi negli occhi.