Tra l’11 e il 16 maggio due delegazioni dell’associazione hanno incontrato candidati, istituzioni, partner locali e Rondini d’Oro in Armenia e Azerbaigian
Rondine è stata in Armenia e in Azerbaigian dall’11 al 16 maggio per due missioni dedicate alla selezione dei giovani che potranno entrare nella prossima generazione della World House, il percorso internazionale che ogni anno accoglie alla Cittadella della Pace studenti provenienti da contesti segnati da conflitti, tensioni o fratture sociali.
Le missioni, svolte a Yerevan e Baku, hanno rappresentato un passaggio importante nel lavoro di Rondine nel Caucaso del Sud: da un lato l’incontro con i candidati e l’avvio del percorso di selezione, dall’altro il rafforzamento delle relazioni con istituzioni, organizzazioni della società civile, realtà giovanili e Rondini d’Oro rientrate nei propri Paesi dopo l’esperienza alla Cittadella della Pace.
In Armenia, dall’11 al 15 maggio, la delegazione composta da Luca Roti, Laura Coser, Mariam Babayan e Benedetta Merlino ha lavorato a Yerevan incontrando i giovani candidati armeni alla World House. Dopo l’arrivo nella capitale, la missione è entrata nel vivo martedì 12 maggio con l’incontro con Maria Karapetyan, Rondine d’Oro e oggi parlamentare armena, figura significativa del legame tra l’esperienza formativa vissuta a Rondine e l’impegno civile e istituzionale nel proprio Paese. Nella stessa giornata si sono svolte la presentazione di Rondine e le prime interviste di selezione, proseguite poi mercoledì 13 maggio.
Il lavoro di ascolto dei candidati ha rappresentato il cuore della missione: non una semplice procedura, ma il primo passaggio di un possibile cammino educativo fondato sulla responsabilità, sulla fiducia e sulla trasformazione creativa del conflitto. In Armenia la delegazione ha incontrato giovani che portano con sé domande profonde sul proprio futuro e su quello del loro Paese, confermando il valore del lavoro di Rondine nell’accompagnare nuove generazioni capaci di non restare prigioniere delle fratture ereditate.
Giovedì 14 maggio la missione ha assunto anche una dimensione istituzionale e territoriale, con l’incontro con l’Ambasciatore italiano in Armenia Alessandro Ferrante, dedicato al rapporto bilaterale tra Italia e Armenia e al ruolo della società civile. La giornata è proseguita con gli incontri con Armenian Progressive Youth e Youth Opportunities Club NGO, due realtà impegnate nel lavoro con le nuove generazioni, e con un momento dedicato alla campagna Leaders for Peace insieme alle Rondini d’Oro presenti nel Paese. La missione si è conclusa venerdì 15 maggio con l’incontro con Democracy Development Foundation.
Parallelamente, dal 12 al 16 maggio, Rondine è stata a Baku, in Azerbaigian, con una delegazione composta da Mauro D’Andrea, Valentina Pierucci e Zohra Maharramova. Anche in questo caso il lavoro ha avuto un doppio obiettivo: incontrare e selezionare i candidati alla World House e consolidare la rete di relazioni costruita negli anni nel Caucaso del Sud, anche grazie alla presenza delle Rondini d’Oro attive sul territorio.
Dopo il viaggio da Roma a Baku, mercoledì 13 maggio si sono svolte la presentazione del percorso World House di Rondine e le interviste con i giovani candidati. Anche in Azerbaigian la selezione è stata prima di tutto un tempo di incontro personale, racconto e confronto: un’occasione per riconoscere nei giovani la disponibilità a mettersi in gioco in un percorso formativo esigente, che chiede di attraversare il conflitto senza riprodurlo.
Nei giorni successivi la delegazione ha incontrato diversi interlocutori istituzionali e della società civile. Giovedì 14 maggio si sono svolti gli incontri con la Delegazione dell’Unione Europea, con il Topchubashov Center e con l’Università Italo Azera (Italy-Azerbaijan University) presso ADA University a Baku. Venerdì 15 maggio la delegazione ha incontrato l’Ambasciata d’Italia, con la partecipazione di Riccardo Cursi, e in serata si è riunita con le Rondini d’Oro presenti in Azerbaigian per un aggiornamento sulla campagna Leaders for Peace.
Le due missioni hanno confermato il valore strategico del lavoro di Rondine nel Caucaso del Sud, un’area nella quale la costruzione di relazioni educative, civili e istituzionali resta essenziale per formare giovani capaci di trasformare il conflitto in responsabilità, dialogo e possibilità di cambiamento.
Le missioni hanno permesso inoltre di constatare da vicino la fase storica che Armenia e Azerbaigian stanno attraversando dopo la Dichiarazione congiunta firmata a Washington l’8 agosto 2025. Un passaggio che ha aperto una nuova fase nel percorso di normalizzazione tra i due Paesi e che, auspicabilmente, potrà condurre alla firma e alla piena attuazione di un trattato di pace.
Si tratta di un processo complesso, ancora fragile, ma profondamente sentito da entrambe le parti, che chiama in causa non solo il livello istituzionale, ma anche la capacità delle società civile di accompagnare e sostenere nel tempo la costruzione della fiducia. In questo scenario Rondine intende continuare a offrire il proprio contributo, rafforzando legami tra persone e comunità e generando spazi di dialogo, responsabilità e incontro, a partire dal lavoro educativo con i giovani e dalla rete delle Rondini d’Oro presenti nei territori.
Il confronto con le Rondini d’Oro ha dato alle missioni una dimensione di continuità concreta: chi ha vissuto l’esperienza della World House torna nei propri contesti portando competenze, relazioni e responsabilità nuove. Per Rondine, questo passaggio resta decisivo: la formazione non si esaurisce nel tempo trascorso alla Cittadella della Pace, ma continua nei territori, dove ogni ex studente può diventare una presenza attiva nei processi di dialogo e ricostruzione sociale.


