Il 30 giugno, nella sede del Parlamento Europeo di Roma, si è svolta la conferenza internazionale “Una nuova visione UE per la cooperazione nel Grande Mediterraneo e nel Golfo”, promossa in occasione dell’assemblea annuale di R.I.D.E. – Rete Italiana per il Dialogo Euromediterraneo, parte della Anna Lindh Foundation, di cui Rondine Cittadella della Pace è membro.

L’incontro, coordinato da Enrico Molinaro, presidente di Prospettive Mediterranee e segretario generale di R.I.D.E., ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo civile e religioso e della società civile, offrendo uno spazio di confronto sui principali nodi politici, culturali e spirituali dell’area euro-mediterranea e del Golfo.

Al centro della discussione, alcuni temi decisivi per il futuro della cooperazione regionale: dalla tutela dei Luoghi Santi alle buone pratiche in materia di libertà religiosa e vita comunitaria.

All’interno del panel dedicato a questi temi, Rondine è intervenuta con Mauro D’Andrea, direttore del Dipartimento Formazione e Relazioni Internazionali, che ha portato il contributo dell’esperienza maturata nella Cittadella della Pace. Nel suo intervento, D’Andrea ha richiamato il valore del dialogo interreligioso come pratica concreta di riconoscimento reciproco tra giovani provenienti da contesti di conflitto armato, sottolineando il ruolo dell’educazione nella trasformazione del conflitto in occasione di crescita, responsabilità e cambiamento.

La riflessione di Rondine si è concentrata anche sul protagonismo delle nuove generazioni nei processi di citizen diplomacy, una diplomazia dal basso fondata sulla relazione, sull’ascolto e sulla capacità di ricostruire fiducia dove il conflitto ha prodotto distanza, paura e polarizzazione.

La partecipazione alla conferenza conferma l’impegno di Rondine nel promuovere percorsi educativi capaci di formare giovani donne e giovani uomini in grado di contribuire alla costruzione di dialogo, convivenza pacifica e cooperazione nel Mediterraneo, in Europa e oltre.

Interventi principali sul testo: meno densità istituzionale, periodi più governati, attacco più giornalistico, maggiore chiarezza dei soggetti, eliminazione delle ripetizioni e chiusura più solida.