Hanno imparato l’italiano, hanno conosciuto giovani provenienti da tutto il mondo, hanno avuto la possibilità di incontrare il Presidente del Consiglio.

Hanno vissuto lo spirito di Rondine.

Per il terzo anno consecutivo un nutrito gruppo di giovani canadesi ha trascorso il mese di maggio nella Cittadella della Pace alle porte di Arezzo, nel cuore della Toscana: sono i protagonisti di UWO Study abroad at Rondine, programma di scambio interculturale nato dalla collaborazione tra l’associazione Rondine e due università canadesi, University of Western Ontario e King’s University College.

Il progetto – nato dall’intuizione della prof.ssa Cristina Caracchini, docente di lingua e letteratura italiana moderna alla Western – ha visto quest’anno la partecipazione di trentasei studenti, accompagnati dal prof. Pietro Pirani. I giovani della Western hanno avuto l’opportunità di seguire un corso di italiano con i docenti di Rondine, mentre gli studenti del King’s hanno intrapreso un percorso formativo sul tema delle migrazioni, tenuto da docenti internazionali. Tra questi il prof. Antonio Calcagno, docente di Filosofia al King’s University College, che ha analizzato il tema della responsabilità etica in relazione al tema delle migrazioni, introducendo il seminario di Elena Pulcini, e il prof. Mark Yenson, docente di Religious Studies al King’s University College, che ha stimolato negli studenti una riflessione sul ruolo della religione nelle dinamiche di violenza e di pace.

«Per questi giovani, Rondine è un’incredibile opportunità di uscire dal proprio ambiente, dalla propria cultura di riferimento e conoscere persone con background molto differenti – commenta Yenson. – Per loro è un viaggio di trasformazione: arrivano con un proprio pensiero, ma sono pronti a ricevere, a vivere esperienze e sfide personali, e soprattutto ad incontrare l’Altro. Un incontro che cambia il loro modo di vedere il mondo. È un privilegio essere parte di questo programma.»

Il valore aggiunto del programma si è confermato essere la possibilità di vivere con i giovani dello Studentato Internazionale – Word House: provenienti da Paesi in conflitto, a Rondine intraprendono un cammino personale di due anni, dove affiancano all’alta formazione accademica un percorso di scoperta della persona dietro al nemico, per diventare leader di pace nei propri territori. La convivenza, il confronto e la condivisione di momenti formativi ha arricchito enormemente sia gli studenti canadesi che i giovani della World House, consentendo di ampliare le rispettive competenze nell’ambito della gestione dei conflitti.

«Le attività di team building sono state particolarmente significative per i nostri studenti – sottolinea Pirani. – Come il gioco di ruolo attraverso cui si sono trovati a gestire in prima persona tematiche come la violenza e il bullismo, condividendo lo spazio con gli altri ed entrando in contatto diretto tra di loro.»

Il campus si è arricchito dalle esperienze fuori dalla Cittadella della Pace, come le visite al Santuario della Verna – luogo dove affondano le radici spirituali di Rondine -, a Firenze e Roma: nella capitale, in particolare, il gruppo ha conosciuto le attività della Comunità di Sant’Egidio nell’accoglienza e nell’accompagnamento dei migranti. «Per loro è stata l’opportunità di comprendere tutto il lavoro svolto in questo ambito dalle associazioni di ispirazione religiosa», evidenzia Yanson, che li ha accompagnati in questa attività.

«Ma le visite a Roma e Firenze sono state anche l’occasione per conoscere meglio la cultura italiana e viverne il territorio – ricorda Pirani. – Un esempio è stata la possibilità di visitare le cantine dove vengono prodotti vino e olio, prodotti tipici della tradizione italiana.»

Questa terza edizione di UWO Study abroad at Rondine si è arricchita dalla possibilità, per i giovani canadesi, di prendere parte alla visita del Presidente del Consiglio dei ministri italiano Giuseppe Conte, che il 17 maggio è venuto a Rondine per confermare il sostegno del governo italiano alla campagna Leaders for Peace, con cui l’associazione chiede agli Stati membri delle Nazioni Unite e alla società civile internazionale un impegno concreto nella formazione di nuovi leader di pace e nella tutela dei diritti umani.

Dopo il successo di questa terza edizione «Quando questa proficua collaborazione è iniziata, tre anni fa, avevamo coinvolto sei studenti: oggi siamo arrivati a trentasei, con ottimi risultati. Dopo questa ennesima conferma – conclude il docente – stiamo pensando di ampliare ulteriormente il programma per le prossime edizioni: pur mantenendo gruppi di dimensioni limitate, per permettere agli studenti di sentirsi realmente coinvolti nello spirito di Rondine, vorremmo moltiplicare le occasioni di scambio, consentendo sempre a più giovani canadesi di vivere questa incredibile esperienza.»

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